Archivi di Maggio 2011

eG8 a Parigi: gli interventi

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Concludiamo il precedente articolo sull'eG8 parigino con una sintesi degli interventi dei principali esponenti del mondo ICT e del sistema della comunicazione internazionale. Il programma completo dei lavori può essere scaricato da questa pagina. L'elenco completo dei relatori si trova invece in quest'altra. La conferenza aveva un titolo generale: "Internet: accelerare lo sviluppo". Ai gruppi di lavoro sono stati assegnati questi temi: (a) il business Internet e le tecnologie disruptive; (b) Internet e i diritti umani; (c) Internet e la privacy.

lagarde.jpeg Christine Lagarde, ministro francese dell'Economia, ha sostenuto la necessità di stabilire un set di regole per la gestione della rete: "L'obiettivo di questo forum è far emergere le preoccupazioni di tutti. Io credo che tra Lady Gaga e Skype debba esserci un compromesso affinché i creatori e gli inventori mantengano un diritto alla remunerazione." La questione posta è quella del diritto d'autore, che è uno dei leit-motif del summit, anche se non pare che sia stata trovata una soluzione condivisa.
Schmidt.jpg Eric Schmidt, presidente esecutivo di Google, seduto accanto alla Lagarde, ha messo in guardia dalle conseguenze negative che una politica di regolamentazione può avere sulla rete: Internet si muove così velocemente che una politica regolatrice, per quanto accorta, si troverebbe in ritardo o spiazzata dai nuovi fenomeni. I problemi possono essere risolti con la tecnologia e i governi dovrebbero limitarsi a favorire e migliorare l'accesso alla rete.
wales.jpg Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, ha messo a fuoco la necessità di investimenti in direzione dei paesi in crescita accelerata: "Il prossimo miliardo di persone che si connetteranno alla Rete non viene dagli Stati Uniti, ma dall'India, dalla Cina, dall'Africa. Avranno accesso a Wikipedia, Facebook, Twitter, e trasformeranno l'insieme della società globale".
DeBenedetti.jpg Carlo De Benedetti, insieme a Franco Bernabè tra gli italiani invitati, ha posto il problema dell'informazione di qualità: "Internet a pagamento è quasi un controsenso e non si può offrire un'unica soluzione: ad es. nel mio gruppo abbiamo un quotidiano nazionale e le edizioni locali. Ogni situazione è diversa, dobbiamo differenziare l'offerta a seconda dei lettori a cui ci rivolgiamo". E nel caso delle notizie locali il lavoro di reperimento, selezione ed elaborazione può risultare anche più oneroso.

eG8 a Parigi: l'apertura

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La formula richiama gli incontri tra i Grandi della Terra, che si riuniscono in varie combinazioni di numero da 2 in su; la sede è prestigiosa: i Giardini delle Tuileries a Parigi; l'apertura è affidata a un capo di Stato; i partecipanti sono 1.500 esperti o imprenditori di tutto il mondo e i lavori, che durano due giorni, sono finalizzati a produrre un documento di proposte per il "vero" G8 che si terrà tra poco a Deauville. Stiamo parlando del primo eG8, fortemente voluto dal presidente francese Sarkozy, che si è aperto il 24 maggio 2011 nella capitale francese. Tra i quotidiani italiani in linea «la Repubblica» copre l'evento con una cronaca dei lavori di questa prima giornata, mentre il «Corriere della Sera» lo "buca" almeno fino a metà pomeriggio. Ci rifacciamo al resoconto di uno dei principali giornali francesi, «Le Monde», che sta seguendo in tempo reale i lavori del summit.

sarkozy.jpg
Nella prima parte del suo discorso, Sarkozy ha tessuto l'elogio della rete e ha riconosciuto la potenza "inedita" degli attori presenti su Internet: li ha chiamati "artigiani della terza mondializzazione", li ha paragonati ai grandi scienziati del passato come Newton, Galileo e Copernico o ai grandi inventori come Edison, ha chiesto ai responsabili dell'amministrazione pubblica di ispirarsi a questi "vettori del cambiamento", sottolineando la loro influenza economica che gli vale l'ascolto attento dei potenti della terra.

Dopo questa esplicita captatio benevolentiae, il presidente francese è passato alla parte critica del suo discorso, che può essere così sintetizzata. Certo, la tecnologia è uno strumento neutrale che dipende politicamente e moralmente dall'uso che se ne fa: questo principio vale anche per la rete e a Internet spetta una responsabilità storica che deve essere condivisa tra chi (come voi, implicitamente) la costruisce e chi (come noi) abbia la gestione politica delle attività sociali ed economiche. Occorre perciò stabilire dei principi minimi condivisi, delle linee di collaborazione che intervengano sui potenziali o reali lati oscuri permessi da un suo uso distorto. Ecco alcuni esempi: la protezione dei diritti elementari dei bambini dalle insidie della pedo-pornografia; la tutela della sicurezza e della integrità collettiva dagli attacchi del terrorismo, la difesa del diritto d'autore e della proprietà intellettuale.

Sarkozy non ha usato mai la parola "regolamentazione", ma il senso del suo discorso tendeva a confermare quella caratteristica della tradizione politica francese che si ispira al dirigismo nei settori principali della vita collettiva e che si presentava in questa occasione come una mano tesa a chi Internet la sta oggi influenzando con le sua azioni economiche. La conclusione è stata abbastanza esplicita: "Penso che ci sia ancora parecchio da fare insieme. Noi abbiamo bisogno di comprendere i vostri bisogni e le vostre aspirazioni. Voi avete bisogno di comprendere i nostri limiti e le nostre 'linee rosse'".

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