eG8 a Parigi: l'apertura

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La formula richiama gli incontri tra i Grandi della Terra, che si riuniscono in varie combinazioni di numero da 2 in su; la sede è prestigiosa: i Giardini delle Tuileries a Parigi; l'apertura è affidata a un capo di Stato; i partecipanti sono 1.500 esperti o imprenditori di tutto il mondo e i lavori, che durano due giorni, sono finalizzati a produrre un documento di proposte per il "vero" G8 che si terrà tra poco a Deauville. Stiamo parlando del primo eG8, fortemente voluto dal presidente francese Sarkozy, che si è aperto il 24 maggio 2011 nella capitale francese. Tra i quotidiani italiani in linea «la Repubblica» copre l'evento con una cronaca dei lavori di questa prima giornata, mentre il «Corriere della Sera» lo "buca" almeno fino a metà pomeriggio. Ci rifacciamo al resoconto di uno dei principali giornali francesi, «Le Monde», che sta seguendo in tempo reale i lavori del summit.

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Nella prima parte del suo discorso, Sarkozy ha tessuto l'elogio della rete e ha riconosciuto la potenza "inedita" degli attori presenti su Internet: li ha chiamati "artigiani della terza mondializzazione", li ha paragonati ai grandi scienziati del passato come Newton, Galileo e Copernico o ai grandi inventori come Edison, ha chiesto ai responsabili dell'amministrazione pubblica di ispirarsi a questi "vettori del cambiamento", sottolineando la loro influenza economica che gli vale l'ascolto attento dei potenti della terra.

Dopo questa esplicita captatio benevolentiae, il presidente francese è passato alla parte critica del suo discorso, che può essere così sintetizzata. Certo, la tecnologia è uno strumento neutrale che dipende politicamente e moralmente dall'uso che se ne fa: questo principio vale anche per la rete e a Internet spetta una responsabilità storica che deve essere condivisa tra chi (come voi, implicitamente) la costruisce e chi (come noi) abbia la gestione politica delle attività sociali ed economiche. Occorre perciò stabilire dei principi minimi condivisi, delle linee di collaborazione che intervengano sui potenziali o reali lati oscuri permessi da un suo uso distorto. Ecco alcuni esempi: la protezione dei diritti elementari dei bambini dalle insidie della pedo-pornografia; la tutela della sicurezza e della integrità collettiva dagli attacchi del terrorismo, la difesa del diritto d'autore e della proprietà intellettuale.

Sarkozy non ha usato mai la parola "regolamentazione", ma il senso del suo discorso tendeva a confermare quella caratteristica della tradizione politica francese che si ispira al dirigismo nei settori principali della vita collettiva e che si presentava in questa occasione come una mano tesa a chi Internet la sta oggi influenzando con le sua azioni economiche. La conclusione è stata abbastanza esplicita: "Penso che ci sia ancora parecchio da fare insieme. Noi abbiamo bisogno di comprendere i vostri bisogni e le vostre aspirazioni. Voi avete bisogno di comprendere i nostri limiti e le nostre 'linee rosse'".
eG8_salle.jpg L'uditorio dell'e-G8 è costituito dai responsabili delle aziende Internet di grandi o medie dimensioni (da Google a Facebook e a Microsoft, ecc.) e il senso del discorso di Sarkozy può essere letto in questa chiave: noi, che rappresentiamo il potere politico, e voi, che avete il potere economico, possiamo insieme far prevalere i nostri interessi congiunti tessendo un'alleanza che ci permetta di controllare la rete dai pericoli che la minacciano, ma anche – e questo non è detto – di determinarne gli sviluppi nel breve e nel lungo termine.

Questa sorta di "santa alleanza" non è semplice da realizzare sia sul fronte politico, per il diverso atteggiamento in materia di libertà economica e di sviluppo tecnologico dei vari governi occidentali, sia nel campo delle imprese che sono mosse più da rivalità e da competizione, che da inclinazione agli accordi. Ciononostante la posizione del governo francese non è da sottovalutare perché può aprire una nuova fase di lotte per l'egemonia su Internet. eG8.png In questa prospettiva, «Le Monde» ha doverosamente registrato la presa di distanza di singoli esponenti o di organismi rappresentativi della rete dagli indirizzi dati all'eG8. Tra le molte si può segnalare la posizione dell'organizzazione La Quadrature du Net, che difende i diritti e le libertà dei cittadini sulla rete e che è sostenuta da organizzazioni non governative francesi, europee e internazionali, come l'Electronic Frontier Foundation, l'Open Society Institute e Privacy International. Il giudizio è esplicito e duro: il summit eG8 è considerato uno "schermo di fumo" dietro il quale si nasconde un'alleanza inquietante tra alcuni governi che cercano di controllare Internet e alcune imprese che cercano di trarre un profitto dalle restrizioni della libertà in linea. Di più. Come ha dichiarato Jérémie Zimmermann, un dirigente dell'organizzazione:
"L'eG8 è una messa in scena in cui un governo sconnesso dalla civiltà Internet spera di apparire allineato ad essa facendosi vedere in compagnia di qualche leader economico del settore. Questo tentativo sarebbe solamente patetico se non fosse uno schermo di fumo per nascondere pericolosi attacchi alle libertà fondamentali e un tentativo di riprendere possesso della nostra cara Internet".
E tale tentativo non sta avvenendo solo in Francia, ma in America con il caso Wikileaks, in Europa con le annunciate limitazioni comunitarie o con l'attribuzione ai provider telefonici di un ruolo di polizia privata.

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