Pubblicati da Claudia

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Internet per la formazione on line (e-learning)

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elearning6.jpgPer formazione on line (e-learning) s'intende quando la formazione a distanza è assistita dalle nuove tecnologie che agevolano la multimedialità e quando si sviluppa in maniera interattiva e personalizzata. In effetti la caratteristica più innovativa dell' e-learning, non va ricercata solo nella tecnonologia, ma particolarmente nell'uso che di questa si fa per la personalizzazione e per la costruzione organica dei contenuti. Le tecnologie digitali diventano così strumenti per gestire con facilità i percorsi formativi e rendono concreta:
  • la multimedialità, attraverso la convergenza di codici comunicativi differenti (testi, filmati, animazioni, suoni...);
  • la personalizzazione dei percorsi didattici, possibile con la rete e da attuare prevedendo itinerari diversi in funzione delle esigenze degli utenti;
  • l'interattività tra studente e docente (ma anche tra studente e studente) perseguita con l'uso di e-mail, chat, forum, dello stesso word wide web e naturalmente del tutor on line. Tutti elementi che contribuiscono a ridurre le barriere spaziali e temporali.

A questi contenuti didattici si vanno ad aggiungere altri elementi che consentono di semplificare ulteriormente l'uso della rete e del normale computer di casa. Tra questi certamente un ruolo importante ha la banda larga così come ce l'hanno quei software nati per gestire la pluralità di strumenti presenti sullo stesso tipo di interfaccia, che permettono di seguire in maniera coordinata lezioni in video, presentazioni, simulazioni e interazioni.

Tutti questi fattori sono certamente molto importanti, ma non debbono far dimenticare la dimensione sociale del processo formativo. Il fatto di poter seguire lezioni a distanza perfettamente assistite da strumenti elettronici digitali non deve far pensare all'abolizione di ogni forma di socialità formativa. Le esperienze più significative testimoniano in realtà la validità di tecniche miste, che prevedano lunghi interventi di formazione a distanza alternati a momenti ove è garantita la presenza fisica dei docenti insieme agli studenti. 

In arrivo il giornale elettronico

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plastic-logic-324x230.jpgSi parla già da tempo di inchiostro elettronico e di supporti che sono in grado di competere con la carta, riducendo così i costi di distribuzione dei contenuti. In occasione dell'ultimo Demofall08, evento dedicato alle nuove tecnologie, tenutosi a San Diego (http://www.demo.com/), la società britannica Plastic Logic  (http://www.plasticlogic.com/) ha annunciato l'entrata in scena del giornale del futuro su carta elettronica attraverso diverse innovazioni, un nuovo "reader" in concorrenza con Kindle e Sony. 

La sua risoluzione è di gran lunga maggiore, come lo è lo schermo, flessibile e in plastica, fornisce una comoda lettura. Inoltre la tecnologia dell'inchiostro elettronico consente loro di consumare pochissima energia. Il nuovo e-reader inizierà a essere prodotto a partire dal 17 settembre 2008 a Dresda, in Germania. Esso potrà essere aggiornato tramite la connessione wireless e sarà in grado di memorizzare centinaia di pagine di giornali, documenti, fotografie e libri. I formati supportati coprono un'ampia gamma, tra cui Adobe PDF, Microsoft Word, Excel o PowerPoint. Verrà commercializzato nella prima metà del 2009.

Il prezzo del lettore e i nomi degli editori verrà reso noto nel gennaio 2009, al prossimo Consumer Electronic Show di Las Vegas. Con l'avvento del giornale elettronico non cambierà solo il supporto sul quale si stamperanno le notizie ma anche il rapporto tra lettore e redazione dei giornali. Infatti non solo la redazione saprà in tempo reale quali sono le notizie più seguite dai lettori ma il lettore sarà in grado di personalizzare il suo quotidiano decidendo lui da ora in poi, quali sono le notizie degne d'essere stampate.

L'unico grande difetto: le pagine vengono visualizzate in bianco e nero.

Motori di ricerca

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In pochi anni, il numero delle pagine web è cresciuto enormemente, rendendo il Web stesso un ambiente in cui "si può trovare di tutto" ma non è facile trovare quello cui si è effettivamente interessati. Se l'accesso a una pagina a partire dalla conoscenza del suo URL rimane naturalmente il metodo più diretto, questa situazione spiega il grande impiego che attualmente si fa dei motori di ricerca, ossia siti web che offrono un servizio di accesso efficiente a pagine di cui si conosce non l'URL ma una parte del contenuto. Il funzionamento di questi strumenti è basato sulla logica della ricerca full-text: l'intero testo di ogni pagina candidata viene scandito, al fine di stabilire se la stringa cercata è presente; in caso positivo, la pagina viene resa facilmente accessibile attraverso un link al suo URL introdotto in modo automatico nella pagina che sintetizza i risultati della ricerca. Dato il grande numero di pagine web che dovrebbero essere prese in considerazione prima di poter giungere al risultato, questa scansione viene compiuta preventivamente, da un'applicazione che autonomamente "esplora" una per una le pagine web che riesce a raggiungere (il nome di questa applicazione, crawler, richiama l'immagine di un'entità che si muove "strisciando tra le pagine"...) e in conseguenza aggiorna una sorta di indice analitico, che contiene appunto, per ogni termine, l'elenco delle pagine web in cui esso è presente.

Un motore di ricerca è dunque un'applicazione web dinamica, con un'architettura a quattro componenti analoga a quella presentata sopra. In particolare, il backend è il sottosistema che fornisce la funzionalità di ricerca full-text, e che opera su una base di dati costituita dall'indice citato.

La generalità della logica della ricerca full-text (che ha comunque come limite il fatto di poter operare solo sul testo delle pagine e non anche sulle immagini in esse contenute) è però anche il principale punto debole dei motori di ricerca, che operano tradizionalmente in una prospettiva di tipo puramente sintattico: se la condizione di ricerca scelta è per esempio il termine "albero", un motore di ricerca potrà fornire come risultato link a pagine che trattano indifferentemente di vegetazione, di meccanica (in questo caso a proposito di alberi motore), di genealogie (in riferimento agli alberi genealogici), ....., e d'altra parte non includerà nel risultato link a pagine in cui compare il termine inglese tree o il termine francese arbre.

Proprio il notevole successo dei motori di ricerca ha giustificato un considerevole sviluppo tecnologico, finalizzato a rendere progressivamente più orientato semanticamente il comportamento del sistema di indicizzazione, dunque nella prospettiva di far sì che i motori di ricerca siano sempre più in grado di operare non solo sulla forma lessicale dei termini, ma anche sul loro significato. In questo processo si situa la ricerca che mira a quello che è stato chiamato il Web semantico, e che dovrebbe adottare sistemi di ricerca in grado di analizzare descrizioni del contenuto delle pagine realizzate mediante linguaggi XML.   

 

Copyright e copyleft

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La diffusione di Internet e specificamente del Web hanno reso particolarmente efficiente l'accesso a un'enorme quantità di informazione, nella forma sia di software sia di dati di varia natura: testi, immagini, musica, film, ecc. Il fatto che dell'informazione sia tecnicamente accessibile non implica, naturalmente, che essa possa essere liberamente utilizzata da chiunque, per la stessa ragione per cui il fatto che una copia di rivista è esposta in un'edicola non implica che essa possa essere presa e letta senza pagare alcun prezzo. D'altra parte, il prevalente anonimato che caratterizza l'accesso a Internet e la facilità di riproduzione dell'informazione codificata in formato digitale inducono molti utenti a equiparare accessibilità tecnica e diritto di uso: la conseguenza è il fenomeno cosiddetto della "pirateria informatica", che si manifesta nella riproduzione e diffusione illegale di informazione protetta da diritto di autore.

Su Internet è però presente anche una gran quantità di informazione, sia software sia dati, che è legalmente utilizzabile da chiunque, secondo un principio chiamato di copyleft, un gioco di parole in riferimento al concetto di copyright. Nel caso del software, in particolare, una distinzione importante è tra il freeware, software utilizzabile liberamente (tipicamente perché scaricabile gratuitamente dal Web) ma non modificabile dagli utenti, che non dispongono dei sorgenti dei programmi, e il software open source, distribuito insieme con i suoi sorgenti, e quindi non solo utilizzabile ma anche modificabile liberamente da chiunque (anche se spesso è prevista la clausola che chi modifica è tenuto a rendere a sua volta liberamente disponibile il risultato del suo lavoro).

La questione dei diritti concessi agli utenti di entità di informazione è, come si vede, complessa, tanto che recentemente si stanno diffondendo soluzioni per la gestione dei diritti degli autori che sono "intermedie" tra le due opzioni "estreme" (nulla concesso a chi non paga, nel caso del copyright, tutto concesso a chiunque, nel caso del copyleft): è in particolare il caso dei Creative Commons, un sistema di licenze configurabile a cura degli autori, che possono scegliere per esempio di concedere a chiunque di leggere liberamente ma solo sotto determinate condizioni di modificare l'informazione messa in linea, oppure di concedere a utenti dei Paesi in via di sviluppo di accedere liberamente all'informazione, che invece rimane accessibile a chiunque altro solo previo pagamento.

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