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Vent'anni dopo

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Video storico proposto una volta dal sito Nazione Indiana versione 2.0 (9 novembre 2009) e ora da youtube: Rostropovich suona una Sarabanda di Bach davanti al muro di Berlino in rovina. Poi Willie Brandt parla ai berlinesi. Non è più disponibile: in sostituzione si può vedere quest'altro filmato.

BBC in formato web 2.0

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Non sempre capita di vedere da vicino le linee generali di un progetto e la sua realizzazione: spesso si possono analizzare le idee progettuali, prospettate anche per iniziative importanti, che poi restano sulla carta; oppure, in altri casi ci si trova di fronte al progetto realizzato, senza poterne esaminare i presupposti metodologici e architetturali.
Poco più di un anno fa avevamo pubblicato un'analisi del progetto che la BBC intendeva perseguire per attrezzarsi alla nuova realtà del web 2.0: oggi è possibile vedere i risultati nel sito ufficiale dell'emittente inglese e apprezzarne anche molte delle soluzioni.


bbc1.jpgSpiccano nella parte a sinistra della testata i due bottoni con icona bianca su fondo verde che invitano a scegliere la propria provenienza (dalla Gran Bretagna o da un altro paese) e ad aggiungere e modificare le sezioni proposte di default, mentre a destra è disponibile un'analoga funzionalità che ristabilisce il quadro originale.
Scegliendo la via della personalizzazione si apre un riquadro che offre all'utente la possibilità di scegliere, in termini di contenuto, tra le sezioni (topics) del sito e, in termini formali, tra una scala di colori di base.

customise.jpg

Motori di ricerca

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In pochi anni, il numero delle pagine web è cresciuto enormemente, rendendo il Web stesso un ambiente in cui "si può trovare di tutto" ma non è facile trovare quello cui si è effettivamente interessati. Se l'accesso a una pagina a partire dalla conoscenza del suo URL rimane naturalmente il metodo più diretto, questa situazione spiega il grande impiego che attualmente si fa dei motori di ricerca, ossia siti web che offrono un servizio di accesso efficiente a pagine di cui si conosce non l'URL ma una parte del contenuto. Il funzionamento di questi strumenti è basato sulla logica della ricerca full-text: l'intero testo di ogni pagina candidata viene scandito, al fine di stabilire se la stringa cercata è presente; in caso positivo, la pagina viene resa facilmente accessibile attraverso un link al suo URL introdotto in modo automatico nella pagina che sintetizza i risultati della ricerca. Dato il grande numero di pagine web che dovrebbero essere prese in considerazione prima di poter giungere al risultato, questa scansione viene compiuta preventivamente, da un'applicazione che autonomamente "esplora" una per una le pagine web che riesce a raggiungere (il nome di questa applicazione, crawler, richiama l'immagine di un'entità che si muove "strisciando tra le pagine"...) e in conseguenza aggiorna una sorta di indice analitico, che contiene appunto, per ogni termine, l'elenco delle pagine web in cui esso è presente.

Un motore di ricerca è dunque un'applicazione web dinamica, con un'architettura a quattro componenti analoga a quella presentata sopra. In particolare, il backend è il sottosistema che fornisce la funzionalità di ricerca full-text, e che opera su una base di dati costituita dall'indice citato.

La generalità della logica della ricerca full-text (che ha comunque come limite il fatto di poter operare solo sul testo delle pagine e non anche sulle immagini in esse contenute) è però anche il principale punto debole dei motori di ricerca, che operano tradizionalmente in una prospettiva di tipo puramente sintattico: se la condizione di ricerca scelta è per esempio il termine "albero", un motore di ricerca potrà fornire come risultato link a pagine che trattano indifferentemente di vegetazione, di meccanica (in questo caso a proposito di alberi motore), di genealogie (in riferimento agli alberi genealogici), ....., e d'altra parte non includerà nel risultato link a pagine in cui compare il termine inglese tree o il termine francese arbre.

Proprio il notevole successo dei motori di ricerca ha giustificato un considerevole sviluppo tecnologico, finalizzato a rendere progressivamente più orientato semanticamente il comportamento del sistema di indicizzazione, dunque nella prospettiva di far sì che i motori di ricerca siano sempre più in grado di operare non solo sulla forma lessicale dei termini, ma anche sul loro significato. In questo processo si situa la ricerca che mira a quello che è stato chiamato il Web semantico, e che dovrebbe adottare sistemi di ricerca in grado di analizzare descrizioni del contenuto delle pagine realizzate mediante linguaggi XML.   

 

Copyright e copyleft

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La diffusione di Internet e specificamente del Web hanno reso particolarmente efficiente l'accesso a un'enorme quantità di informazione, nella forma sia di software sia di dati di varia natura: testi, immagini, musica, film, ecc. Il fatto che dell'informazione sia tecnicamente accessibile non implica, naturalmente, che essa possa essere liberamente utilizzata da chiunque, per la stessa ragione per cui il fatto che una copia di rivista è esposta in un'edicola non implica che essa possa essere presa e letta senza pagare alcun prezzo. D'altra parte, il prevalente anonimato che caratterizza l'accesso a Internet e la facilità di riproduzione dell'informazione codificata in formato digitale inducono molti utenti a equiparare accessibilità tecnica e diritto di uso: la conseguenza è il fenomeno cosiddetto della "pirateria informatica", che si manifesta nella riproduzione e diffusione illegale di informazione protetta da diritto di autore.

Su Internet è però presente anche una gran quantità di informazione, sia software sia dati, che è legalmente utilizzabile da chiunque, secondo un principio chiamato di copyleft, un gioco di parole in riferimento al concetto di copyright. Nel caso del software, in particolare, una distinzione importante è tra il freeware, software utilizzabile liberamente (tipicamente perché scaricabile gratuitamente dal Web) ma non modificabile dagli utenti, che non dispongono dei sorgenti dei programmi, e il software open source, distribuito insieme con i suoi sorgenti, e quindi non solo utilizzabile ma anche modificabile liberamente da chiunque (anche se spesso è prevista la clausola che chi modifica è tenuto a rendere a sua volta liberamente disponibile il risultato del suo lavoro).

La questione dei diritti concessi agli utenti di entità di informazione è, come si vede, complessa, tanto che recentemente si stanno diffondendo soluzioni per la gestione dei diritti degli autori che sono "intermedie" tra le due opzioni "estreme" (nulla concesso a chi non paga, nel caso del copyright, tutto concesso a chiunque, nel caso del copyleft): è in particolare il caso dei Creative Commons, un sistema di licenze configurabile a cura degli autori, che possono scegliere per esempio di concedere a chiunque di leggere liberamente ma solo sotto determinate condizioni di modificare l'informazione messa in linea, oppure di concedere a utenti dei Paesi in via di sviluppo di accedere liberamente all'informazione, che invece rimane accessibile a chiunque altro solo previo pagamento.

Sindromedistendhal.jpgIl progetto di realizzare la rivista on-line Sindromedistendhal.com  è nato circa un anno e mezzo fa, per trasformare un piccolo sito di recensioni di mostre d'arte, in uno spazio che potesse accogliere contributi di più autori e su tematiche più ampie. Con un piccolo gruppo di amici abbiamo pensato di strutturare il sito in una serie di canali che riflettessero i nostri campi di interesse e studio, dal cinema al teatro, dalla musica all'arte, cercando però di non limitaci all'approfondimento culturale, ma mantenendo un legame con l'attualità. Abbiamo così creato a una sezione dedicata ai mass media e al sistema televisivo e soprattutto la sezione Sindrome di Alzheimer nella quale, giocando con il nome del sito stesso, ci occupiamo della perdita della memoria storica collettiva.

Sindromedistendhal.com è nato per rivolgersi ad un'utenza molto vasta, pensato come strumento di approfondimento e ricerca per studenti, ma anche come utile risorsa di informazioni per turisti e visitatori di mostre d'arte. E nel corso di questi mesi abbiamo visto che i nostri utenti sono molto spesso studenti di scuole superiori o universitari alla ricerca di materiale per tesi e ricerche, che spesso ci hanno contattato per chiedere riferimenti bibliografici, approfondimenti, consigli, anche grazie alla linea diretta che cerchiamo di tenere con i nostri utenti attraverso la possibilità di contattarci direttamente tramite skype.

Dopo molte riformulazioni di grafica e struttura, il sito attuale ci sembra offrire un web design il più possibile ordinato e agevole per l'utente, anche se a scapito dell'agevolezza nella gestione e nella ricchezza ed elaborazione grafica.
Si è cercato di offrire la gran parte degli articoli con una logica multimediale, coniugando una ricca galleria (il sito contiene circa 2000 immagini) e video provenienti da youtube (circa 500) con le informazioni contenute negli articoli stessi, circa il 30% delle visite totali del sito proviene proprio dalla ricerca di immagini nei motori di ricerca. Si associa a Sindromedistendhal.com l'omonimo profilo sul sito di photosharing flickr.com dove si può trovare una vasta raccolta di immagini di musei e luoghi di interesse culturale.

La scelta di tematiche che trovano scarso spazio sui media tradizionali e sui maggiori siti internet, fa si che la maggior parte dei nostri lettori giungano sul sito proprio alla ricerca di queste informazioni che ci permettono una buona indicizzazione sui principali motori di ricerca (grazie a un buon rapporto tra concorrenza/volume di ricerca delle chiavi di ricerca). Negli ultimi mesi abbiamo prestato una sempre maggior attenzione alle tecniche SEO per un miglior posizionamento nei motori di ricerca (cura di keywords, meta tags, sintassi dell'URL, correttezza html,  ecc.) arrivando a superare i 6mila utenti unici al mese e con un trend in continua crescita. Cerchiamo di fidelizzare l'utente attraverso la newsletter mensile (che inviamo tramite il servizio gratuito di domeus.it), e la recente creazione dei feeds rss.

Nei mesi sono cresciuti anche i collaboratori. La redazione è composta da una squadra eterogenea di circa quindici persone, diverse per età e provenienza geografica (Trentino, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia). Spesso i nostri collaboratori erano lettori che trovando il nostro progetto interessante, hanno chiesto di poter unirsi alla squadra iniziale. Il risultato è una redazione che comunica, esiste  e si conosce soprattutto nello spazio virtuale e si tiene in contratto tramite chat e email.

Tutti i contenuti (testi ed immagini) sono pubblicati secondo la licenza Creative Commons che permette a chiunque di ripresentarli su altri siti web o in qualsiasi altro formato, a patto di linkare autore e indirizzo originario. Allo stesso modo spesso ospitiamo contenuti provenienti da altri siti web.

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