Pubblicati nella categoria Cultura

Webzine

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Le webzine, il cui nome è la contrazione di Web e magazine, sono pubblicazioni specializzate disponibili sui siti Web. Esse si rivolgono a un pubblico selezionato accomunato da un forte interesse per uno specifico argomento.

Esse nascono come pagine Web amatoriali create per iniziativa di singoli individui o di gruppi di appassionati. Quando hanno successo evolvono in veri e propri prodotti editoriali specializzati su temi specifici, non di rado capaci di catalizzare l'attenzione di un folto pubblico che spesso costituisce il seme per la nascita di comunità online tematiche.

Le webzine sono canali di editoria alternativa che vivono esclusivamente su Internet. La loro nascita è stata favorita dal fatto che Internet consente a chiunque di organizzare e distribuire informazione in modo economico e veloce.

Un elenco aggiornato delle webzine italiane si trova su Ipse/Webzine. Un esempio di webzine è quello dedicato al mondo delle informazioni finanziarie, come l'italiana SoldiOnline, che attraverso un rapporto continuo con i lettori e un'elevata attenzione alla qualità delle notizie pubblicate hanno saputo conquistare la fiducia dei lettori fino a trasformarsi in punti di riferimento editoriali del settore.

ipse-com.jpg Dal punto di vista del professionista di relazioni pubbliche, il rapporto con le webzine tematiche è interessante perché permette di aprire canali di dialogo con una nuova generazione di infomediari caratterizzati da un'elevata credibilità presso il pubblico a cui si rivolgono. Un contatto costante con le webzine offre al consumatore una duplice possibilità di interazione basata sia sull'ascolto delle richieste dei lettori e delle posizioni espresse dalla redazione, sia sulla consumazione attraverso la distribuzione di notizie e informazioni per contribuire in modo propositivo al dibattito che si svolge sulle pagine del sito.

Le testate giornalistiche online

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Le testate giornalistiche online comprendono le versioni online di giornali cartacei, gli infomediari che pubblicano solo su internet e non hanno un corrispettivo cartaceo e i canali giornalistici che possono essere fruiti tramite TV satellitare o tramite internet in formato audio, video e ipertestuale.

Le versioni online dei giornali cartacei sono nate in Italia grazie ad alcuni quotidiani più piccoli, in testa a tutti l'Unione Sarda, l'Unità e Il Manifesto, che già nel 1995 avevano iniziato la pubblicazione di un'edizione sul Web mutuata dalla versione cartacea di cui riprendevano le principali notizie. Fra i grandi quotidiani nazionali, La Repubblica, Il Sole 24 Ore e La Gazzetta dello Sport hanno fatto da apripista nel mondo della Rete.

Nel corso del 2000 tutti i grandi Gruppi italiani hanno completato il loro schieramento online dando vita a un'offerta molto articolata di nuova informazione. Il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport hanno potenziato le loro redazioni online, Mondadori ha creato l'edizione online di buona parte dei suoi periodici, primi fra tutti Panorama e le testate dell'area informatica. Il gruppo Caltagirone ha dato vita a Caltanet, un portale dell'informazione per Il Messagero e Il Tempo. Il gruppo Riffeser ha condotto un'operazione simile per Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino, sotto il marchio di Monrif. Il gruppo l'Espresso ha completato all'interno del portale Kataweb il progetto iniziato con Repubblica.it mettendo online anche la versione de L'Espresso.

All'inizio del 2002 La Repubblica ha fatto ulteriormente evolvere il modello di offerta dell'edizione online, che ora compare in due versioni, una gratuita (repubblica.it) e una a pagamento (repubblica extra), quest'ultima più completa e più simile al quotidiano cartaceo. Repubblica extra consente la lettura online dell'edizione cartacea del quotidiano con una modalità innovativa e agevole, riservata agli abbonati al servizio che possono anche accedere in diretta all'archivio degli articoli e scaricarli in formato .pdf o in modalità solo testo.

Accanto agli editori tradizionali hanno fatto la loro comparsa su Internet anche nuovi infomediari che pubblicano solo su Internet, senza avere un corrispettivo cartaceo. Un esempio è Il Nuovo, quotidiano internet del gruppo eBiscom.  

Nel mondo dell'informazione televisiva ha avuto grande successo il modello creato dalla catena televisiva All News CNN (www.cnn.com). Sul suo sito è possibile leggere, ascoltare e vedere notizie ipertestuali, in audio e in video senza soluzione di continuità.

Un altro esempio interessante è il canale satellitare RaiNews24, studiato sia per essere un vero giornale multicanale fruibile sia attraverso la TV satellitare, sia attraverso internet. RaiNews24 fa un utilizzo spinto dell'ipertestualità e della multimedialità, grazie all'adozione di un format grafico innovativo che permette di seguire contemporaneamente l'immagine audio-video in diretta, i link ipertestuali di approfondimento all'informazione trasmessa e alcune informazioni di servizio (meteo, andamento borsistico, ultimissime), lasciando al navigatore-telespettatore la scelta di costruirsi uno schema di fruizione totalmente personalizzato.

Le testate giornalistiche online aprono dunque al professionista di relazioni pubbliche la possibilità di essere presente su Internet tramite delle fonti credibili e autorevoli come i media. Allo stesso tempo, rendono necessario l'impiego di nuovi strumenti delle relazioni pubbliche quali video e comunicati stampa online. 

Illegittimo il bollino Siae

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Da Cesena è partita una vera e propria crociata contro la SIAE che, dopo essere approdata a Lussemburgo, è terminata nei giorni scorsi a Roma.
Infatti, la Corte di Cassazione ha posto la nota sentenza "Schwibbert" (emessa dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee in data 8 novembre 2007) a fondamento del principio in base al quale sono inapplicabili le norme penali che prevedono l'obbligatorietà del "bollino" SIAE.
Ben tre sono le sentenze depositate lo scorso 2 aprile, con cui la Cassazione ha affermato questo principio che, teorizzato tre anni fa dall'avvocato Sirotti Gaudenzi (difensore dell'impresa di Cesenate KJWS), diviene -di fatto- inopponibile.
La Corte di Cassazione ha valutato per la prima volta gli effetti, sui reati previsti dagli articoli 171 bis e ter della legge n. 633 del 1941, della sentenza della Corte di Giustizia del 8/11/2007 ("caso Schwibbert"), secondo cui le disposizioni nazionali che hanno stabilito, successivamente all'entrata in vigore della direttiva comunitaria n. 189 del 1983, l'obbligo di apporre sui supporti il contrassegno Siae, costituiscono una regola tecnica che, ove non notificata alla Commissione, è inopponibile al privato.
In estrema sintesi, la Corte, sulla base dell'interpretazione fornita dai Giudici del Lussemburgo, ha rilevato la nullità del sistema sanzionatorio previsto dalla legge sul diritto d'autore in merito all'assenza di contrassegni SIAE.
Si ricorda che nel dicembre del 2004, su istanza dell'avvocato cesenate Andrea Sirotti Gaudenzi, difensore del signor Karl Josef Wilhem Schwibbert, legale rappresentante della società KJWS, imputato in un processo penale per aver commercializzato in Italia CD-ROM privi di contrassegni SIAE, il Tribunale di Cesena aveva emesso un'ordinanza con cui venivano formulate alcune domande ai Giudici del Lussemburgo per verificare se il "bollino" previsto dalla legge italiana su CD e altri supporti fosse in linea con le norme comunitarie in tema di concorrenza e regole tecniche.
In particolare, nell'occasione, l'avvocato Sirotti Gaudenzi aveva rilevato che tutte le norme nazionali in tema di contrassegni SIAE avessero introdotto vere e proprie "regole tecniche" nell'ordinamento italiano, in contrasto con quanto previsto da una direttiva comunitaria (la direttiva del Consiglio 83/189/CEE del 28 marzo 1983), che prevede che ogni Stato membro che intenda adottare una normativa tecnica debba procedere alla notificazione del progetto legislativo alla Commissione delle Comunità europee.
E l'avvocato Sirotti Gaudenzi scoprì che l'Italia non aveva mai adempiuto l'obbligo di notifica. A questo punto, il problema era quello di verificare se il bollino SIAE potesse essere equiparato ad una "regola tecnica".
La Corte del Lussemburgo ha condiviso in pieno le tesi dell'avvocato del signor Schwibbert, dichiarando che le norme tecniche in tema di bollini SIAE non possano essere "opposte" ai privati.
E ora, dopo una lunga battaglia, i principi dichiarati illegittimi dai Giudici comunitari vengono ritenuti inapplicabili anche dalla Suprema Corte di Cassazione.

Fonte: www.zeusnews.it

Guardare le parole

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mestiere_scrivere.gifSe un approccio avvertito alla multimedialità ci spinge a parlare le immagini, è possibile anche rovesciare la prospettiva e mettersi a "guardare le parole": è quanto ci propone con la consueta leggera profondità Luisa Carrada nella trasposizione in volume di alcuni temi centrali del suo blog Il mestiere di scrivere.

Da anni impegnata come writer professionale per il mondo delle imprese, l'autrice ha costruito nel suo blog un archivio denso di note e divagazioni personali, riferimenti e link, traduzioni e contributi di specialisti, che ha costituito il punto di riferimento obbligato per chi si occupa di scrittura sulla rete.

Nel blog si oltrepassa la fissità della pagina e dell'ordine analitico per instaurare una relazione viva con il lettore e con l'utente. Nel volume a stampa gli obiettivi devono essere espliciti e vanno indicati con chiarezza all'inizio:
"rivisitare la scrittura professionale oggi, dopo le piccole e grandi rivoluzioni che Internet ha portato nella quotidianità del nostro lavoro; superare la dicotomia tra carta e web per mostrare invece come questi due media non facciano altro che influenzarsi a vicenda; raccontare i nuovi strumenti di comunicazione così come la metamorfosi e la rinascita di quelli tradizionali; far uscire la scrittura professionale dalla gabbia delle regole e aprirla verso la libertà e la molteplicità delle scelte; dare consigli utili e indicazioni concrete per scrivere e comunicare meglio" (p. 2).

DONNAèWEB

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L'8 marzo scadono le iscrizioni alla quinta edizione del Premio DONNAèWEB, riservato ai siti web realizzati con il contributo prevalente di donne o che hanno come titolare una donna. I siti, ovviamente, devono fanno riferimento a progetti innovativi al femminile e/o relativi ad organismi pubblici e privati le cui responsabili sono donne.

donna_web.jpgGli obiettivi dell'iniziativa sono così presentati:

  • promuovere il ruolo femminile nella nuova economia attraverso la divulgazione dei casi di successo di progetti e iniziative on line
  • sottolineare il ruolo peculiare che le nuove professioni, nate con lo sviluppo dell'IT, possono avere per incentivare l'occupazione femminile
  • dare rilievo al valore aggiunto dell'impegno culturale e imprenditoriale delle donne per l'innovazione.
Il premio prevede una vincitrice generale e vincitrici per singole categorie, come la progettazione in termini di project management o art direction, la programmazione, i contenuti, il design, il web marketing. Due categorie a parte sono destinate ai progetti rivolti al mondo business e al no profit.

La selezione delle finaliste è svolta da una giuria sulla base di parametri quali "l'armonia progettuale; la metafora comunicativa adottata; l'originalità o conformità del nome del sito; la presenza di un'idea originale o novità creativa; l'investimento effettuato; i servizi effettivamente erogati" (dall'art. 7 del regolamento). La premiazione avverrà a Viareggio il 29 marzo 2008.

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