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La natura imprevedibile di una pagina web

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Quando si stampa un libro, siamo sicuri che le singole pagine di ogni volume saranno uguali per tutte le copie della tiratura, trascurando la percentuale assai ridotta di errori che possono accadere nella confezione. Quando si prepara una pagina per il Worl Wide Web, non si può avere questa sicurezza: non è scontato che la pagina esaminata dal progettista del sito sullo schermo del suo computer sia la stessa pagina che gli utenti vedranno sul loro schermo.
I motivi di questa differenza, che sono alla base della natura imprevedibile di una pagina web, sono molteplici e di differente origine. Proviamo a riassumere i principali:
  • le diverse piattaforme,
  • la velocità della connessione,
  • i differenti ambienti di consultazione,
  • il tipo e la versione del browser (Internet Explorer, Firefox, Safari, Netscape, ecc.),
  • le preferenze dell'utente,
  • la risoluzione dello schermo.

Usabilità dei siti web

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Fino al 2001 quasi l'80% di tutti gli utenti Internet si collegavano con un modem a una velocità compresa tra 28,8 e 56 kB al secondo; il restante 20% utilizzava un collegamento attraverso una linea ISDN mediamente veloce sopra ai 100  kB al secondo e, in piccola parte, una linea a banda larga sopra a 1 MB al secondo. La velocità di caricamento delle pagine dei siti web era il requisito principale per i progettisti, considerando che con un modem si carica(va)no in un secondo 2 kB e in dieci secondi 34 kB, mentre con la banda larga si accede nello stesso tempo a pagine rispettivamente di 100 kB e di 2MB: si pensi all'home page attuale del quotidiano "la Repubblica" che, con un modem a 56 kB, avrebbe richiesto un tempo di attesa superiore ai 30 secondi e che, con la banda larga, compare sullo schermo dopo pochi istanti.
Nel 2007 la situazione è cambiata soprattutto nelle città: la banda larga e le linee ISDN si sono diffuse con le nuove offerte ad abbonamento, anche se in un confronto con gli altri paesi europei l'Italia si posiziona ancora in coda alla classifica. Il passaggio successivo sarà realizzato con la costruzione del sistema WIMAX, ossia della banda larga senza fili.
Si può perciò pensare che attualmente l'usabilità risponde a requisiti che investono principalmente l'esperienza degli utenti dal punto di vista della navigazione, reperibilità delle informazioni e della gradevolezza dell'impatto visivo.


Thumbnail image for testata_repubblica.jpg
La testata del quotidiano italiano più consultato in rete
(l'home page completa "pesa" più di 400 kB).

Costruire un sito web...

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ala_compendium.jpgCostruire un sito web è come costruire una casa: significa insediarsi con una presenza originale in uno spazio virtuale aperto ed essere in grado di interagire con una popolazione composita dal punto di vista etnico, culturale, sociale, linguistico, economico, ecc.

Il paragone è meno forzato di quanto appaia a prima vista e si può ritrovare in diversi spunti recenti: dall'ambiente virtuale di Second life, che riproduce il mondo reale in isole in cui risiedere, alla lettura del mondo dei siti personali in stile "Lonely Planet" di una recente pubblicazione (Sergio Maistrello, La parte abitata della rete, Tecniche Nuove, Milano 2007, euro 14,90). La rete può essere visitata come turista, si può abitarla come utente e si può costruirla direttamente.

In quest'ultimo caso ci si trova di fronte a una vera e propria impresa, che, come per un'abitazione appunto, richiede la collaborazione armonica di un insieme di competenze, sempre più divise tra figure professionali diverse. La conoscenza di questo mondo di "neo-architetti" della rete è stata avviata con un'indagine approfondita da Alist Apart (o più semplicemente ALA), autorevole rivista on-line americana dedicata alla cultura digitale (l'illustrazione qui a fianco di Kevin Cornell è tratta dal nr. 223 del settembre 2006).

Come è fatta una pagina web

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La maggior parte delle pagine degli attuali siti è costituita da tre componenti principali, che, in un approccio attento agli standard dettati dal W3C e alla fruibilità da parte dei differenti browser, dovrebbero essere chiaramente distinte:

  • il contenuto strutturato in parti definite secondo il proprio significato, come ad esempio il titolo, il sottotitolo, il paragrafo, la tabella, la lista numerata, la lista ordinata, i link, le immagini, ecc. e marcato con un linguaggio particolare (non più il semplice HTML, ma l'XHTML, ovvero eXstensible HypertText Mark-up Language);
  • la forma di presentazione, ottenuta con fogli di stile autonomi (i cosiddetti file css, ovvero cascading style sheet), che stabiliscono la dimensione e la griglia della pagina, il numero delle colonne, i colori, la grandezza dei caratteri, ecc.;
  • il comportamento, ossia i possibili servizi interattivi attraverso le opzioni di scelta lasciate agli utenti.
threelayers_separation.png
(illustrazione ripresa dall'articolo Simply JavaScript: The Three Layers of the Web di Kevin Yank)
Semantica, grafica e relazione sono i tre layer (livelli) costitutivi della pagina di un sito Internet.

I mash-up

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Se si cerca sul vocabolario inglese il verbo to mash si ottiene questa definizione:
to reduce to a soft pulpy state by beating or pressure
ossia "miscelare, schiacciare, passare". È un  termine delle attività legate al mangiare o al bere, che ora viene usato nel mondo della rete per indicare quei siti che offrono servizi "miscelando" appunto più fonti di contenuto.
L'esempio più noto è quello legato alle mappe di Google: se si collega la mappa di un'area urbana con una banca dati informativa, come quella ad esempio della polizia, si ottiene una visione delle zone pericolose di una città. Nella mappa qui sotto, i tentativi di furto di automobili nell'area di Chicago a metà settembre 2007.


chicago.jpg

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