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Il booktrailer: uno spot per i libri

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baciamigiuda.jpgIl termine booktrailer sta ad indicare un filmato di pochi minuti che parla di un libro, un breve video che attraverso una sequenza di immagini, suoni e parole mira a ricostruirne i contenuti principali; una trasposizione del suo contenuto su un mezzo diverso dalla pagina scritta. È un nuovo modo di presentare un libro che utilizza il linguaggio del cinema e del videoclip e che confluisce sul web, una vera e propria introduzione video alle opere che si vogliono lanciare sul mercato editoriale. È la moda del momento, l'ultima frontiera del marketing editoriale, un fenomeno in pieno boom nella grande rete di internet.
In un paese in cui è sempre più difficile convincere la gente a leggere un libro piuttosto che a vederne la sua trasposizione cinematografica, i booktrailer possono rappresentare un nuovo ed efficace modo di comunicare, capace di raggiungere anche il pubblico dei cosiddetti non-lettori (che, essendo abituati alle forme di comunicazione visiva, non si fermano a leggere le pagine di critica letteraria e preferiscono un tipo di comunicazione che dia la possibilità di una fruizione immediata) e in grado di convincere il pubblico che "anche nei romanzi si possono trovare le stesse emozioni che dà un film" (Jacopo De Michelis).



Infine, chi ha un collegamento veloce può aprire o scaricare il booktrailer di Baciamigiuda (circa 5 MB).

In arrivo il giornale elettronico

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plastic-logic-324x230.jpgSi parla già da tempo di inchiostro elettronico e di supporti che sono in grado di competere con la carta, riducendo così i costi di distribuzione dei contenuti. In occasione dell'ultimo Demofall08, evento dedicato alle nuove tecnologie, tenutosi a San Diego (http://www.demo.com/), la società britannica Plastic Logic  (http://www.plasticlogic.com/) ha annunciato l'entrata in scena del giornale del futuro su carta elettronica attraverso diverse innovazioni, un nuovo "reader" in concorrenza con Kindle e Sony. 

La sua risoluzione è di gran lunga maggiore, come lo è lo schermo, flessibile e in plastica, fornisce una comoda lettura. Inoltre la tecnologia dell'inchiostro elettronico consente loro di consumare pochissima energia. Il nuovo e-reader inizierà a essere prodotto a partire dal 17 settembre 2008 a Dresda, in Germania. Esso potrà essere aggiornato tramite la connessione wireless e sarà in grado di memorizzare centinaia di pagine di giornali, documenti, fotografie e libri. I formati supportati coprono un'ampia gamma, tra cui Adobe PDF, Microsoft Word, Excel o PowerPoint. Verrà commercializzato nella prima metà del 2009.

Il prezzo del lettore e i nomi degli editori verrà reso noto nel gennaio 2009, al prossimo Consumer Electronic Show di Las Vegas. Con l'avvento del giornale elettronico non cambierà solo il supporto sul quale si stamperanno le notizie ma anche il rapporto tra lettore e redazione dei giornali. Infatti non solo la redazione saprà in tempo reale quali sono le notizie più seguite dai lettori ma il lettore sarà in grado di personalizzare il suo quotidiano decidendo lui da ora in poi, quali sono le notizie degne d'essere stampate.

L'unico grande difetto: le pagine vengono visualizzate in bianco e nero.

Copyright e copyleft

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La diffusione di Internet e specificamente del Web hanno reso particolarmente efficiente l'accesso a un'enorme quantità di informazione, nella forma sia di software sia di dati di varia natura: testi, immagini, musica, film, ecc. Il fatto che dell'informazione sia tecnicamente accessibile non implica, naturalmente, che essa possa essere liberamente utilizzata da chiunque, per la stessa ragione per cui il fatto che una copia di rivista è esposta in un'edicola non implica che essa possa essere presa e letta senza pagare alcun prezzo. D'altra parte, il prevalente anonimato che caratterizza l'accesso a Internet e la facilità di riproduzione dell'informazione codificata in formato digitale inducono molti utenti a equiparare accessibilità tecnica e diritto di uso: la conseguenza è il fenomeno cosiddetto della "pirateria informatica", che si manifesta nella riproduzione e diffusione illegale di informazione protetta da diritto di autore.

Su Internet è però presente anche una gran quantità di informazione, sia software sia dati, che è legalmente utilizzabile da chiunque, secondo un principio chiamato di copyleft, un gioco di parole in riferimento al concetto di copyright. Nel caso del software, in particolare, una distinzione importante è tra il freeware, software utilizzabile liberamente (tipicamente perché scaricabile gratuitamente dal Web) ma non modificabile dagli utenti, che non dispongono dei sorgenti dei programmi, e il software open source, distribuito insieme con i suoi sorgenti, e quindi non solo utilizzabile ma anche modificabile liberamente da chiunque (anche se spesso è prevista la clausola che chi modifica è tenuto a rendere a sua volta liberamente disponibile il risultato del suo lavoro).

La questione dei diritti concessi agli utenti di entità di informazione è, come si vede, complessa, tanto che recentemente si stanno diffondendo soluzioni per la gestione dei diritti degli autori che sono "intermedie" tra le due opzioni "estreme" (nulla concesso a chi non paga, nel caso del copyright, tutto concesso a chiunque, nel caso del copyleft): è in particolare il caso dei Creative Commons, un sistema di licenze configurabile a cura degli autori, che possono scegliere per esempio di concedere a chiunque di leggere liberamente ma solo sotto determinate condizioni di modificare l'informazione messa in linea, oppure di concedere a utenti dei Paesi in via di sviluppo di accedere liberamente all'informazione, che invece rimane accessibile a chiunque altro solo previo pagamento.

Vi siete persi nel marasma delle case editrici italiane? Siete finalmente giunti a scrivere l'ultima riga del vostro manoscritto, ma non trovate nessun editore che ve lo pubblichi "a sue spese"? Non scoraggiatevi, vi occorrono solo due cose: credere in voi stessi e il self-publishing. Già, perché, se da un lato c'è chi da tempo ha profetizzato la morte del libro con l'avvento del World Wide Web, dall'altro, questo mondo, che non finisce mai di stupirci, dà la possibilità a chiunque di pubblicare e vendere online un libro vero e proprio.

Nel web il must del self-publishing è lulu.com. C'è chi l'ha definito una manna dal cielo, chi una svolta epocale, stando ai fatti sta diventando il fenomeno digitale di riferimento: oltre 300 mila titoli pubblicati finora, e una media di 4 mila nuovi titoli a settimana creati da persone provenienti da ben 80 paesi del mondo. Ancora maggiore fortuna, il suo fondatore, Bob Yung, sembra averla trovata nel nostro Paese: lulu.com è approdato in Italia nell'ottobre del 2006 e ha già prodotto 7.200 libri. Italiani, popolo di sognatori? Yung dà una spiegazione molto più pragmatica: « Gli italiani, a differenza del nord Europa o degli Stati Uniti non si vergognano di esprimere le proprie vocazioni artistiche o più semplicemente i propri pensieri». Al di là del motivo, sta di fatto che il mercato italiano si è posizionato al primo posto per produzione e vendita di libri pro capite. Di certo, un incentivo non da poco è stato dato dalla fruibilità della piattaforma di lulu, accessibile anche ai meno esperti del web. Sul sito si possono caricare con semplicità documenti, file audio e video in molteplici formati comuni, per trasformarli in libri stampati, brochure, CD e DVD professionali. Grazie al modello on-demand (stampa solo su richiesta) non occorre affrontare nessun investimento per la produzione di libri o DVD, come avviene invece nel mondo editoriale cartaceo. Con la nuova versione, lulu 2.0, poi, oltre al servizio di publishing , vengono forniti servizi di supporto e opportunità di social networking. «Il nostro nuovo sito ha spostato Lulu dalla posizione di fornitore di servizi, come libri o CD, a fornitore di soluzioni, come libri di poesie, manuali tecnici e guide per i viaggi, per i nostri utenti» ha dichiarato Yung.

Ma vediamo come funziona. Il processo di pubblicazione è affidato ad un wizard, grazie al quale ogni passaggio risulta particolarmente agevole: occorre semplicemente compilare alcuni form per personalizzare il libro, CD o prodotto digitale, inserire il titolo e decidere se renderlo una bozza privata oppure farlo diventare subito pubblico nel negozio virtuale. Il wizard chiederà poi di caricare il o i file da pubblicare: si possono inserire un Word .doc, .pdf o un video, a seconda della natura dei contenuti, ed in questo momento saranno dati consigli sulla formattazione ideale per fare in modo che siano valorizzati al massimo. Nel caso di libri è possibile scegliere diversi formati, tipi di carta, rilegatura e colore in modo tale da avere subito un'idea di quale sia il mix che valorizzi al meglio il proprio lavoro, col corrispettivo costo di pubblicazione. Libri e DVD non sono particolarmente economici, ma i benefici inizieranno a sentirsi incrementando la quantità prodotta: come nel migliore marketing che si rispetti il prezzo decresce al crescere della quantità prodotta. Con la versione 2.0 arriva anche lulu studio: un'applicazione che consente di selezionare vari temi, dando così la possibilità al neo-editore di imprimere uno stile personale al proprio lavoro. Al momento non c'è moltissima scelta ma Yung ha pensato anche a questo: è possibile, infatti, acquistare foto direttamente nell'interfaccia alla modica cifra di 1 dollaro per le immagini di copertina e 30 centesimi per le immagini all'interno di un book fotografico. Infine lulu.com fornisce un negozio virtuale personale e personalizzabile, fornito di una sezione dedicata al marketing, per sostenere l'editore nelle attività promozionali; non poteva poi mancare un widget personalizzabile da inserire nel proprio blog o sito. Insomma, giovani e non, talentuosi italiani il mondo dell'editoria è vostro!

Wiki-Larousse

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Dopo i widget della Britannica offerti gratuitamente ai webmaster, e dopo l'edizione cartacea di Wikipedia in Germania, il segmento editoriale delle enciclopedie registra un nuovo sommovimento: le edizioni Larousse - una casa editrice francese fondata nel 1852, famosa per i dizionari e le enciclopedie tradotte anche in italiano in partnership con la Rizzoli - offre a utenti e lettori la possibilità di contribuire alle 150.000 voci d'autore e alle oltre 10.000 immagini presenti nel suo sito.

larousse.jpgLa pagina di accesso all'enciclopedia è divisa in due sezioni: sul lato sinistro, in arancione, la presentazione delle voci degli autori "ufficiali", sul lato destro, in viola, i contributi degli utenti, che devono registrarsi e farsi riconoscere per inserire i testi. In alto, sempre in viola, i bottoni per registrarsi, inserire un articolo o un'immagine

Il successo è stato immediato e il sito è stato preso letteralmente d'assalto fino a dover sospendere il servizio.

Secondo Line Karoubi, direttrice del dipartimento "Dizionari ed enciclopedie" della Larousse, intervistata da «Le Monde» gli utenti Internet "sono ormai abituati a un tale modello e sanno distinguere un articolo accurato di reference dall'espressione di un punto di vista soggettivo"..

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