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In arrivo il giornale elettronico

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plastic-logic-324x230.jpgSi parla già da tempo di inchiostro elettronico e di supporti che sono in grado di competere con la carta, riducendo così i costi di distribuzione dei contenuti. In occasione dell'ultimo Demofall08, evento dedicato alle nuove tecnologie, tenutosi a San Diego (http://www.demo.com/), la società britannica Plastic Logic  (http://www.plasticlogic.com/) ha annunciato l'entrata in scena del giornale del futuro su carta elettronica attraverso diverse innovazioni, un nuovo "reader" in concorrenza con Kindle e Sony. 

La sua risoluzione è di gran lunga maggiore, come lo è lo schermo, flessibile e in plastica, fornisce una comoda lettura. Inoltre la tecnologia dell'inchiostro elettronico consente loro di consumare pochissima energia. Il nuovo e-reader inizierà a essere prodotto a partire dal 17 settembre 2008 a Dresda, in Germania. Esso potrà essere aggiornato tramite la connessione wireless e sarà in grado di memorizzare centinaia di pagine di giornali, documenti, fotografie e libri. I formati supportati coprono un'ampia gamma, tra cui Adobe PDF, Microsoft Word, Excel o PowerPoint. Verrà commercializzato nella prima metà del 2009.

Il prezzo del lettore e i nomi degli editori verrà reso noto nel gennaio 2009, al prossimo Consumer Electronic Show di Las Vegas. Con l'avvento del giornale elettronico non cambierà solo il supporto sul quale si stamperanno le notizie ma anche il rapporto tra lettore e redazione dei giornali. Infatti non solo la redazione saprà in tempo reale quali sono le notizie più seguite dai lettori ma il lettore sarà in grado di personalizzare il suo quotidiano decidendo lui da ora in poi, quali sono le notizie degne d'essere stampate.

L'unico grande difetto: le pagine vengono visualizzate in bianco e nero.

Un nuovo modo di pubblicare: i blook

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La diffusione di internet è la nuova sfida per il mercato dell'editoria. È un mercato florido in continua espansione e soprattutto potenzialmente illimitato e senza alcun confine. Ma la cosa più importante è il rapporto di potere che ha il lettore.

Per la pubblicazione tradizionale di un libro, la lettura di un testo viene fatta da persone pagate che decidono se il testo o meno è valido per le stampe. Spesso non vengono letti tutti i manoscritti ma solo alcune pagine e si è anche sommersi da manoscritti che talora non valgono nulla, e questo dà vita a bocciature ingiuste.  A questo punto all'autore si pongono due vie possibili: o la rinuncia alla scrittura oppure internet, pubblicando il proprio testo su un blog o su un sito.

Pubblicando il proprio materiale su internet si dà così vita a un blook (neologismo nato dalla fusione di blog e book). Questo tipo di pubblicazione è interessante per il tipo di interazione che dà e per la collaborazione del lettore con lo scrittore. Chiunque dopo aver letto il capitolo può mandare la propria opinione allo scrittore esprimendo in diretta (e spesso con discussioni con altri utenti) quel che ne pensa. In questa maniera sia per una eventuale pubblicazione che per altri capitoli lo scrittore si regola sui gusti del pubblico facendo delle correzioni, per rendere ancora più leggibile e piacevole la propria opera. Insomma lo scrittore è "schiavo" del lettore e non il contrario.

King.jpgQuesto tipo di pubblicazione è molto simile concettualmente al concetto di stampa on demand, perché quello che viene scritto è letto al minuto dalle persone interessate su internet. E spesso i blook sono strettamente collegati alle case editrici (ora si può parlare di case editrici che sfruttano il blook per aumentare il giro d'affari e farsi pubblicità) e i testi  ritenuti più interessanti o vincitori di un premio (come il premio Lulu)  vengono poi stampati consentendo alle case editrici un sicuro successo (la versione definitiva è differente da quella del blook dato che è considerabile una bozza).

Anche grandi star della scrittura, come ad es. Stephen King con Riding the bullet nel 2000, hanno pubblicato un romanzo su internet: King, da un punto di vista di marketing, commise un errore, permettendo che il libro potesse circolare gratis su internet e chi lo voleva lo poteva acquistare per 1 dollaro o giù di lì ed è stato un flop finanziario dato che si poteva immaginare che tutti lo avrebbero letto gratis.
Vi siete persi nel marasma delle case editrici italiane? Siete finalmente giunti a scrivere l'ultima riga del vostro manoscritto, ma non trovate nessun editore che ve lo pubblichi "a sue spese"? Non scoraggiatevi, vi occorrono solo due cose: credere in voi stessi e il self-publishing. Già, perché, se da un lato c'è chi da tempo ha profetizzato la morte del libro con l'avvento del World Wide Web, dall'altro, questo mondo, che non finisce mai di stupirci, dà la possibilità a chiunque di pubblicare e vendere online un libro vero e proprio.

Nel web il must del self-publishing è lulu.com. C'è chi l'ha definito una manna dal cielo, chi una svolta epocale, stando ai fatti sta diventando il fenomeno digitale di riferimento: oltre 300 mila titoli pubblicati finora, e una media di 4 mila nuovi titoli a settimana creati da persone provenienti da ben 80 paesi del mondo. Ancora maggiore fortuna, il suo fondatore, Bob Yung, sembra averla trovata nel nostro Paese: lulu.com è approdato in Italia nell'ottobre del 2006 e ha già prodotto 7.200 libri. Italiani, popolo di sognatori? Yung dà una spiegazione molto più pragmatica: « Gli italiani, a differenza del nord Europa o degli Stati Uniti non si vergognano di esprimere le proprie vocazioni artistiche o più semplicemente i propri pensieri». Al di là del motivo, sta di fatto che il mercato italiano si è posizionato al primo posto per produzione e vendita di libri pro capite. Di certo, un incentivo non da poco è stato dato dalla fruibilità della piattaforma di lulu, accessibile anche ai meno esperti del web. Sul sito si possono caricare con semplicità documenti, file audio e video in molteplici formati comuni, per trasformarli in libri stampati, brochure, CD e DVD professionali. Grazie al modello on-demand (stampa solo su richiesta) non occorre affrontare nessun investimento per la produzione di libri o DVD, come avviene invece nel mondo editoriale cartaceo. Con la nuova versione, lulu 2.0, poi, oltre al servizio di publishing , vengono forniti servizi di supporto e opportunità di social networking. «Il nostro nuovo sito ha spostato Lulu dalla posizione di fornitore di servizi, come libri o CD, a fornitore di soluzioni, come libri di poesie, manuali tecnici e guide per i viaggi, per i nostri utenti» ha dichiarato Yung.

Ma vediamo come funziona. Il processo di pubblicazione è affidato ad un wizard, grazie al quale ogni passaggio risulta particolarmente agevole: occorre semplicemente compilare alcuni form per personalizzare il libro, CD o prodotto digitale, inserire il titolo e decidere se renderlo una bozza privata oppure farlo diventare subito pubblico nel negozio virtuale. Il wizard chiederà poi di caricare il o i file da pubblicare: si possono inserire un Word .doc, .pdf o un video, a seconda della natura dei contenuti, ed in questo momento saranno dati consigli sulla formattazione ideale per fare in modo che siano valorizzati al massimo. Nel caso di libri è possibile scegliere diversi formati, tipi di carta, rilegatura e colore in modo tale da avere subito un'idea di quale sia il mix che valorizzi al meglio il proprio lavoro, col corrispettivo costo di pubblicazione. Libri e DVD non sono particolarmente economici, ma i benefici inizieranno a sentirsi incrementando la quantità prodotta: come nel migliore marketing che si rispetti il prezzo decresce al crescere della quantità prodotta. Con la versione 2.0 arriva anche lulu studio: un'applicazione che consente di selezionare vari temi, dando così la possibilità al neo-editore di imprimere uno stile personale al proprio lavoro. Al momento non c'è moltissima scelta ma Yung ha pensato anche a questo: è possibile, infatti, acquistare foto direttamente nell'interfaccia alla modica cifra di 1 dollaro per le immagini di copertina e 30 centesimi per le immagini all'interno di un book fotografico. Infine lulu.com fornisce un negozio virtuale personale e personalizzabile, fornito di una sezione dedicata al marketing, per sostenere l'editore nelle attività promozionali; non poteva poi mancare un widget personalizzabile da inserire nel proprio blog o sito. Insomma, giovani e non, talentuosi italiani il mondo dell'editoria è vostro!

Guardare le parole

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mestiere_scrivere.gifSe un approccio avvertito alla multimedialità ci spinge a parlare le immagini, è possibile anche rovesciare la prospettiva e mettersi a "guardare le parole": è quanto ci propone con la consueta leggera profondità Luisa Carrada nella trasposizione in volume di alcuni temi centrali del suo blog Il mestiere di scrivere.

Da anni impegnata come writer professionale per il mondo delle imprese, l'autrice ha costruito nel suo blog un archivio denso di note e divagazioni personali, riferimenti e link, traduzioni e contributi di specialisti, che ha costituito il punto di riferimento obbligato per chi si occupa di scrittura sulla rete.

Nel blog si oltrepassa la fissità della pagina e dell'ordine analitico per instaurare una relazione viva con il lettore e con l'utente. Nel volume a stampa gli obiettivi devono essere espliciti e vanno indicati con chiarezza all'inizio:
"rivisitare la scrittura professionale oggi, dopo le piccole e grandi rivoluzioni che Internet ha portato nella quotidianità del nostro lavoro; superare la dicotomia tra carta e web per mostrare invece come questi due media non facciano altro che influenzarsi a vicenda; raccontare i nuovi strumenti di comunicazione così come la metamorfosi e la rinascita di quelli tradizionali; far uscire la scrittura professionale dalla gabbia delle regole e aprirla verso la libertà e la molteplicità delle scelte; dare consigli utili e indicazioni concrete per scrivere e comunicare meglio" (p. 2).

Pausa estiva

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Buone vacanze a tutti, anche con un bel libro da leggere.

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